Una recente indagine rivela in quale momento avviene la scelta sul percorso post maturità

Superato il giro di boa delle vacanze natalizie, siamo tornatə in classe per affrontare la seconda parte dell’anno scolastico. Per moltə questo significa solo una cosa: un lento, difficile e molto preoccupante avvicinamento alla maturità. Ma non solo. Infatti, l’esame di Stato altro non è che la fine di un percorso e l’apertura di una porta su qualcosa che può sembrare ancora più spaventoso: il futuro.

Ogni anno, infatti, dopo la maturità numerosə studenti si trovano a dover scegliere la strada da intraprendere per costruire il proprio futuro: moltə decidono di continuare gli studi,  all’università o seguendo un altro tipo di percorso formativo, altrə propendono per iniziare subito a lavorare o frequentare dei corsi specializzati, altrə ancora rimangono sospesə in un limbo fatto di indecisione, scoramento, difficoltà.
Si tratta di una decisione che non è mai facile (spoiler: non lo è stata per lə studenti più grandi e non lo sarà per chi ci si troverà ad avere a che fare nei prossimi anni), e la conferma ce la offre anche una recente indagine del Consorzio Interuniversitario Cisia che ha messo in evidenza le difficoltà e gli attriti dell’attuale sistema d’istruzione.
Perché? Cosa lega la scelta dellə singolə studente al contesto più ampio della scuola e dell’università?

La parola ai dati

Facciamo un passo per volta e leggiamo insieme i dati dell’indagine, di cui ha parlato Eugenio Bruno in più articoli pubblicati per Il Sole 24 Ore. 

Il primo dato su cui riflettere si concentra sull’opzione più popolare tra i percorsi formativi post scuola: l’università. Nello specifico, riguarda la scelta last minute della facoltà universitaria: 

  • oltre il 35% dellə interpellatə nel sondaggio ha affermato di aver scelto soltanto dopo la maturità;
  •  più di unə studente su quattro (28%) ha scelto all’ultimo momento utile;
  • oltre il 70% ha deciso a quale corso universitario iscriversi durante l’ultimo anno delle superiori

I dati parlano chiaro: sono davvero pochə lə studenti con le idee chiare a proposito, per numerosi motivi intrecciati tra loro (la complessità di trovare informazioni affidabili, la paura dell’ignoto, l’incertezza, il timore di sbagliare sono solo alcune di queste). Tra le conseguenze più immediate di questa indecisione c’è spesso l’esito negativo dei test a numero chiuso, a causa di una preparazione non sempre approfondita: anche qui, l’indecisione influenza fortemente sia lo studio immediatamente precedente alla prova, sia la convinzione di aver scelto bene il percorso universitario.

L’importanza dell’orientamento

Altri dati dell’indagine riguardano l’orientamento e i fattori condizionanti della scelta. 

L’Italia è ancora il Paese in cui si fa molto poco per l’orientamento al futuro: infatti il 12% dellə intervistatə ha dichiarato di essere delusə della propria scelta già alla fine del primo semestre e dopo aver frequentato le lezioni dei primi corsi indicati dal piano di studio. Una delle conseguenze più gravi è l’abbandono universitario

Agli eventi di orientamento partecipa soltanto il 49% dellə studenti e l’11% non lo ritiene utile, soprattutto se troppo ravvicinato alle tempistiche di immatricolazione. 

Il governo Draghi a tal proposito ha l’obiettivo di intervenire tempestivamente con la riforma del PNRR proprio sull’orientamento dei giovani: l’idea è quella di erogare 50 mila corsi a partire dal terzo anno di scuola superiore e stipulare degli accordi tra le scuole e gli atenei italiani, per finanziare «l’orientamento nella transizione scuola-università». L’orientamento è fondamentale per duplici motivi (soprattutto nel giusto periodo di tempo): innanzitutto permette allə studenti di confrontare le diverse offerte formative a loro disposizione, che si tratti di università, ITS, o altri percorsi.

Chi influenza le scelte?

Dalla ricerca emerge un altro dato da considerare: molti studentə non decidono in piena autonomia il proprio percorso, spesso affidandosi completamente al parere in primis della famiglia, seguita al secondo posto dallə amicə, e infine dal parere di docenti e insegnanti. Ovviamente è fondamentale nelle scelte importanti chiedere un consiglio alle persone che ci circondano, ma è altrettanto vero che le decisioni post maturità devono riflettere i nostri interessi, le nostre passioni e soprattutto i nostri sogni: se unə studente desidera diventare unə veterinariə, perché dovrebbe accantonare la sua aspirazione scegliendo un’altra facoltà completamente diversa solo perché è stata consigliata in base a qualche altra opinione (più guadagno, più possibilità di lavorare)? 

Idem per le scelte condizionate dal rapporto con lə amicə: la solitudine fa paura a moltə, ma una volta arrivatə in aula ci si accorgerà della presenza di altre persone pronte a condividere con te interessi, ansie e timori per i primi esami… E addio solitudine!

La scuola, dunque, va considerata come un ponte da attraversare per iniziare a costruire il futuro, perché attraverso lo studio delle diverse materie unə studente si accorge delle proprie attitudini e delle proprie inclinazioni. 

L’incertezza sul futuro è purtroppo un tratto peculiare del nostro tempo, ma si può combattere con determinazione e passione: ascolta prima te stessə e i tuoi sogni, e poi le altre persone.

Sbaglierai? Pazienza, per ogni cosa esiste una soluzione… E poi la somma degli errori si chiama esperienza!