Dall’esplosione dell’intelligenza artificiale al ritorno delle competenze umane: ecco i settori che guideranno il mercato del lavoro nel prossimo futuro

La domanda “Cosa dovrei fare da grande?” è una di quelle che genera molta agitazione, c’è poco da obiettare. Se provi a chiedere consiglio a una persona adulta, molto spesso la risposta rischia di essere una qualche variazione sul tema: “Studia qualcosa che ti dia un lavoro sicuro”. Tra i vari problemi collegati a questa visione ce n’è uno che non si può aggirare: il concetto di “sicuro”, oggi, viaggia alla velocità della luce.

Come fare a orientarsi e chiarirsi le idee, quindi? Bisogna informarsi e sfruttare gli strumenti che abbiamo a disposizione. Tra questi, le classifiche delle professioni in ascesa sono utili perché danno punti di vista utilissimi da cui partire. Come ogni anno, anche per il 2026 LinkedIn ha appena rilasciato la classifica Jobs on the Rise, che analizza le milioni di assunzioni avvenute negli ultimi mesi per capire in che direzione sta andando il mondo del lavoro. Se sei nel triennio delle superiori, questi dati non sono solo statistiche: sono piccoli indizi su come potrebbe essere la tua quotidianità lavorativa tra cinque o sei anni.

Professioni IA: lo sviluppo tecnologico incontra la visione umana

È inutile girarci intorno: nel 2026 è ridicolo parlare dell’Intelligenza Artificiale come del “futuro”. Piuttosto, è il presente che bussa alla porta. Per questo in cima alla lista dei lavori più cercati in Italia troviamo l’ingegnerə dell’Intelligenza Artificiale e l’AI Director. Attenzione, però: non si parla di figure che passano il loro tempo chiuse in una stanza di fronte a uno schermo mentre scrivono kilometri di strisce di codice.

Se, infatti, la base di entrambe queste professioni è la programmazione, il fatto che le aziende cerchino questo tipo di profili ci dice che una delle sfide del 2026 è di integrare gli strumenti AI nei processi reali, garantendo che siano sicuri, etici e trasparenti. C’è, quindi, un lato umano fondamentale: la governance, ovvero la capacità di decidere come e perché una macchina debba prendere certe decisioni. Si tratta di un compito che richiede sensibilità, visione critica e capacità di mediazione, non solo competenze matematiche.

Competenze STEM e sostenibilità: la rivincita della concretezza

Non di sola AI si vive, però. Le altre posizioni della classifica ci fanno scoprire qualcosa di inaspettato: c’è molto interesse nei confronti di profili legati ai campi della sostenibilità e della sicurezza: per esempio quella di specialista HSE (salute, ambiente e sicurezza) è una delle figure più richieste. Perché? Perché più diventiamo tecnologicə, più abbiamo bisogno di proteggere le persone fisiche e l’ambiente in cui vivono.
E se pensavi che l’ingegneria fosse un blocco unico, la classifica ti farà scoprire che non è esattamente così: al suo interno ci sono settori come l’avionica (per chi sogna l’aerospazio) e la bioinformatica, dove la biologia incontra l’analisi dei dati per rivoluzionare la medicina. Insomma, la scienza resta una garanzia, ma solo se accetta di contaminarsi con altri mondi.

WonderWhat - Classifica lavori LinkedIn 2026
La classifica JobsOnTheRise 2026

Soft skill e mercato: perché saper comunicare resta fondamentale

C’è un dato che spesso a scuola non emerge: puoi avere l’idea migliore del mondo, ma se non sai spiegarla o portarla sul mercato, rimarrà ferma. Tra i lavori in crescita in Italia ci sono tantissimi ruoli legati al business development e alla gestione delle vendite.Saper negoziare, capire i bisogni psicologici degli interlocutori e costruire relazioni di fiducia sono competenze che nessun algoritmo può replicare: se hai un talento naturale nel comunicare e connettere le persone, sappi che è una marcia in più molto ricercata anche nei settori più tecnici.

Uno sguardo all’estero: salute mentale e nuove priorità sociali

Tutto questo vale per l’Italia, ma possiamo dire lo stesso per il resto del mondo?
Osservare l’andamento del mercato del lavoro all’estero ci può aiutare a capire quali bisogni sociali stanno emergendo e potrebbero presto arrivare anche nel nostro Paese.
In Australia e nei Paesi Bassi, per esempio, tra i lavori più richiesti emergono in maniera notevole quelli legati alla psicoterapia. È un segnale chiaro: la cura della salute mentale sta diventando una priorità strutturale delle società moderne.
Oppure, in Brasile la classifica premia geofisicə e agronomə, segno di come la gestione delle risorse naturali e della terra resti il cuore pulsante del dibattito ambientale. Nel Regno Unito cresce la domanda di docenti universitari, ricordandoci che, nonostante l’automazione, la formazione e il trasferimento del sapere rimangono pilastri insostituibili.

Come scegliere il percorso giusto per il 2026

Per quanto siano sicuramente di grande utilità, le classifiche a volte fotografano solo una parte della realtà, e devono essere sempre integrate da spirito critico e capacità di analisi dei dati. Per esempio molti utenti hanno fatto notare come la Cybersecurity non compaia ai primi posti nonostante la domanda di profili esperti di difesa informatica sia altissima rispetto alle necessità reali.
Il punto non è scegliere il lavoro che oggi è al numero uno sperando che lo sia ancora tra dieci anni: il punto è osservare la direzione del vento. Il mercato del 2026 chiede flessibilità: saper usare la tecnologia senza diventarne schiavi, avere solide basi scientifiche ma non dimenticare mai l’importanza dell’etica e della cura delle persone.